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Un giorno da enoturista per la Strada del Vino di Soave

Durante i miei viaggi per vigne e cantine non è raro che mi ritrovi in contesti di rara bellezza. La natura ha la capacità di stupire, sempre, con le sue forme, i suoi profumi e, soprattutto, i suoi colori!

E l’autunno è la stagione in cui il paesaggio esplode nel suo caleidoscopio cromatico. 

Uno degli scenari più belli l’ho incontrato nella Strada del vino Soave che si colora, in questo periodo, di tinte calde come il rosso, l’arancione, il giallo, l’ocra e il marrone. È merito del foliage, il fenomeno delle foglie colorate prima che cadano al suolo, uno spettacolo naturale, che riempie gli occhi di immagini spettacolari da ammirare e fotografare.

Stare in mezzo alla natura per me che vivo di vigna è qualcosa di imprescindibile dalla mia serenità, ma lo è altrettanto camminare nei boschi, in collina o in campagna. La famigerata biodiversità non è solo un toccasana per i vigneti ma lo è anche per la mente e per il corpo, specie se a fare da coreografia ci sono alberi e foglie colorate che, con i profumi del sottobosco, favoriscono l’allontanamento di stress e malumori.

E’ proprio per questo che ho deciso di parlarvi di strade del vino, prendendo come esempio d’eccellenza quella del vino Soave.

“Le strade del vino sono percorsi segnalati e pubblicizzati con appositi cartelli, lungo i quali insistono valori naturali, culturali e ambientali, vigneti e cantine di aziende agricole singole o associate aperte al pubblico.

Le strade del vino costituiscono strumento attraverso il quale i territori vinicoli e le relative produzioni possono essere divulgati, commercializzati e fruiti in forma di offerta turistica.” (Fonte wikipedia)

Fare una passeggiata nel territorio della Strada del vino Soave in questo periodo, tra collina e pianura, a contatto con i vigneti di uva Garganega con la quale vengono prodotti il vino Soave e il Recioto di Soave è rigenerante e aiuta a contestualizzare l’attività vitivinicola in un ambito paesaggistico ma anche storico-culturale ben definito.

Contestualizzare l’attività dei vignaioli e delle cantine in un territorio con le sue peculiarità naturali, culturali e artistiche rappresenta un valore aggiunto per li vino stesso che verrà percepito non solo per le sue peculiarità organolettiche, bensì per la sua identità di terroir.

Uno scenario si sviluppa tra corsi d’acqua, boschi, piante d’ulivo, ciliegie, cipressi, siepi dal fondovalle fino alle colline. Nei 13 Comuni dell’area del Soave e Valpolicella.

Per chi non lo sapesse, Soave è un comune nell’est della provincia veronese circondato da mura erette nel 1369.

La cittadina medievale, già presidio romano fu quasi certamente rifondata dagli Svevi giunti al seguito dei Longobardi e fortificata dagli Scaligeri.

L’arte e la storia sono testimoniati anche dall’intero tessuto urbano, che conserva il duecentesco Palazzo San Bonifacio, il quattrocentesco Palazzo Cavalli in stile gotico veneziano, la prospiciente Chiesa di San Lorenzo, fondata nel ’30 e riedificata nel ‘700. Da ammirare anche il bel Palazzo di Giustizia, ancora oggi sede della magistratura locale, e l’altrettanto notevole Palazzo Scaligero, ieri sede dei governanti veronesi, quindi dei Capitani della Serenissima e oggi, dopo un accurato restauro, del Municipio. Evidente risulta quindi la funzione di governo civile che aveva ispirato la sua costruzione. Al centro di Soave si accede da tre porte: Porta Bassano a nord, Porta Vicentina a est e Porta Verona a sud. 

La Strade del vino Soave, fondata nel 1999, conta circa 130 soci suddivisi in cantine, Enti e Associazioni, Agriturismi, Ristoranti, Hotel, frantoi e aziende di prodotti tipici locali. Da sempre la Strada del vino Soave è attiva per coordinare i numerosi soci che ne fanno parte, all’interno di un ideale percorso di circa 50 Km lungo il quale è possibile ammirare il paesaggio, visitare cantine, degustare vino, assaggiare piatti tipici e venire a contatto con l’ospitalità delle persone.

Chi vuole visitare questo territorio può scegliere entro un’offerta ampia e variegata all’interno dei tredici comuni che aderiscono alla Strada, dislocati in quattro stupende valli che per le loro diverse attrattive meritano sicuramente una visita. Partendo da Verona si trovano in ordine Val di Mezzane, Val d’Illasi, Val Tramigna e Val d’Alpone.

Il vino Soave 

Le colline del Soave sono costituite da terreni vulcanici e sedimenti calcarei. Le rocce vulcaniche sono il risultato di ampie e numerose eruzioni avvenute in Val d’Alpone in cicli successivi, prima sottomarini e poi aerei; mentre i calcari sono resti di antichi fondali sottomarini, ricche di carbonato di calcio e fossile.Sono questi terreni a dare al vino Soave l’inconfondibile mineralità che insieme ai sentori fruttati e floreali conferisce al vino la sua pienezza e unicità gustativa.

I vitigni per la produzione del vino Soave sono la Garganega e il Trebbiano di Soave. 

La Garganega ha un patrimonio di profumi tra cui la mandorla e i fiori bianchi sono i più riconoscibili e ha un ciclo vegetativo molto lungo, tanto da giungere a maturazione in ottobre. La sua buccia è dura ed è gialla e diviene quasi ramata quando è pienamente matura.

Il Trebbiano di Soave (geneticamente identico al Verdicchio), storicamente molto presente nei vigneti di Soave, ha lasciato sempre più posto all’esuberanza della Garganega. Solo in questi ultimi anni si sta riproponendo per il vino Soave o in purezza.

Il Recioto di Soave è un vino di antichissima tradizione. L’esistenza nel territorio di un vino bianco dolce, simile all’attuale Recioto di Soave, è testimoniato già nel V secolo, nell’epistola di Cassiodoro. È un vino passito, ottenuto da uve Garganega raccolte a mano che restano ad appassire sui graticci per almeno 3 mesi. La spremitura viene effettuata quando almeno il 15–20% dell’uva presenta la muffa nobile (Botrytis cinerea) che conferisce grande ricchezza gusto-olfattiva.

Il Recioto è di colore giallo dorato intenso, il profumo è intenso con sentori di frutta matura, con inconfondibili note di banana, albicocca, frutta esotica e miele. Al gusto il vino è pieno, caldo, dolce e persistente, con un lungo, piacevole finale che ricorda la mandorla.

Questi due vini sono i capisaldi dell’enologia di Soave, ma la loro valenza sarebbe notevolmente inferiore se non godesse di un contesto così ricco di unicità e bellezza. Il ruolo delle Strade del Vino e, in particolare, della Strade del Vino di Soave è proprio quello di far scoprire i vini dell’areale attraverso percorsi enoturistici che comprendano e contemplino le potenzialità turistiche del territorio nella sua interezza. Un plauso, quindi, a chi si dedica attivamente alla valorizzazione di queste terre e di tutte quelle di cui l’Italia è piena.

#WineIsSharing